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lunedì 4 agosto 2008

Van de chi???


Ieri son tranquillo a leggermi il giornale (Il Piccolo) arrivo tra gli appuntamenti e cosa vedo: Davide Van De Sfroos suonerà la sera in regione e più precisamente in piazza a Cormons. A parte che Cormons non so manco dove sia ma per quello ci sono i navigatori e quindi decido in 5 minuti che non sarei mancato all'appello.
Davide lo conosco poco ho ascoltato qualcosa e soprattutto l'ultimo album Pica che ha avuto un grandissimo successo e che ritengo sia un piccolo gioiellino. Per chi non lo sapesse è un artista cresciuto sul lago di Como e le sue canzoni sono in dialetto laghèe come il suo nome d'arte Van de Sfroos cioè "Vanno di frodo" in realtà lui è Davide Bernasconi; la sua musica spazia tra il blues e il country e racoglie storie vere di gente inserite nelle canzoni con una gran vena poetica.
Dopo la doverosa introduzione ecco la serata.
Arrivo a Cormons 10 minuti prima dell'ora prevista d'inizio cioè le 21 e mi reco nella piazza, l'entrata era 15 euro a testa, prendiamo posto sulle sedie adibite e aspettiamo l'inizio fin le 21.30, mai che inizi puntuale un concerto :-)
Davide entra in scena solo con la sua chitarra è già capisci che straordinario comunicatore sia, racconta storie, ironizza e parte con le sue canzoni. Ah come detto non conosco molto di questo artista quindi ometterò spesso i titoli delle canzoni perchè non li so. Ma dicevo, inizia solo lui e la sua chitarra chiamando man mano un componente della band: prima arriva il chitarrista (mooolto bravo) e fanno un'altra canzone assieme, poi è la volta del violinista (mostruoso!!) e ci fanno un trio, fino ad arrivare al gruppo completo con ancora quindi il tastierista, la corista, il bassista e il batterista. Cavolo il gruppo suona bene, molto bene è veramente un piacere sentirli e poi Davide sa intrattenere il pubblico, sa parlare alla gente e si vede che è uno che vive con la gente e vive di questi piccoli posti e lui ne studia qualcosa, si informa sul luogo e sulle sue tradizioni e te lo racconta durante lo spettacolo. Bravissimo artista.
Tornando alla musica oltre alle sue canzoni ci scappa qualche intermezzo di Bob Marley e una Another Brick in the wall dei Pink Floyd ma è sulle sue cose che dà il meglio: La ballata del Cimino è una festa, New Orleans un vero capolavoro, grandissima canzone (siamo bambole voodoo trafitte in ogni punto ormai..) e altre. dal nuovo album.
I bis cominciano con 40 pass anche questa un piccolo gioiellino per me e si concludono con La Curiera su cui il pubblico si è scatenato sotto il palco saltando come in una festa di paese. Beh l'atmosfera era questa ed è stato tutto merito di Davide e la sua band; gran bella serata, gran musica, meno male che il navigatore non ha sbagliato strada!


ecco alcuni video del concerto tenuto in palas a Milano qualche mese fa:

I brividi di "New Orleans"



Pulenta e galena fregia



Lo sciamano

domenica 15 giugno 2008

Grande John! l'ABC del rock & roll


Giovedi sera all'Alcatraz di Milano per la prima volta ho assitito ad un concerto di John Fogerty l'ex leader dei Creedence Clearwater Revival, gruppo che ha fatto la storia del rock con le sue canzoni estremamente semplici dal punto di vista musicale ma inconfondibili e prepotentemente efficaci specie dal punto di vista live.
Quindi tutto questo era un'assoluta garanzia per il concerto se non che non conoscevo la band che accompagnava ora John e quindi quella poteva essere l'unica incognita.
Ora mi vien da ridere: incognita?!?!? Band bravissima con in testa Kenny Arnoff probabilmente il miglior batterista rock in circolazione, una vera bomba!!!
Quindi sfatato anche questo passiamo a John, 63 anni ma ne dimostra molti di meno: si diverte, salta, ride, racconta e soprattutto canta con la voce di sempre, incredibile come faccia ancora ma è la magia della musica che fa anche questo soprattutto quando ci metti la voglia e l'impegno di un tempo perchè ti diverti ancora.
Sulle canzoni fatte non serve nessun mio commento dopo posterò la scaletta, basta leggere i nomi delle canzoni per capire che razza di concerto è stato e per rendersi conto quante grandi canzoni ha scritto questo. Incredibile!!
Sinceramente fin poco tempo fa non avrei mai pensato di vedre Fogerty dal vivo perchè tra una cosa e l'altra in Italia non mi sembra sia mai venuto ultimamente e perchè non sapevo facesse ancora tour mondiali; l'emozione è stata tanta soprattutto quando è partita la musica e poi la sua voce, sembrava che il tempo non si sia mai fermato, per un momento siamo stati trasportati negli anni d'oro del rock, gli anni 60/70, 2 ore e passa di macchina del tempo. Assolutamente da rifare!

E non ci ho impiegato molto perchè ieri sera presso da pazzia rock me ne sono andato anche all' Hala Tivoli di Lubiana a rivedermi dopo 2 giorni il buon John. Le sensazioni sono state le stesse e forse anche meglio per il fatto che mi trovavo proprio sotto il palco, ce ne fossero di grandi concerti così...meno male che ogni tanto si piò rimediare! E adesso John non dimenticarti dell'Italia noi ti aspettiamo ed hai visto pure tu con che calore.

setlist milano:

1. Travellin’ Band
2. Bad Moon Rising
3. Green River
4. Who’ll stop the rain
5. Susie Q
6. Born On The Bayou
7. Looking Out My Backdoor
8. Don’t you Wish it was…
9. My Toot Toot
10. Midnight Special
11. I Heard it through the Grapevine
12. Bootleg
13. Gunslingers
14. Cotton Fields
15. Ramble Tamble
16. Broken Down Cowboy
17. Keep On Chooglin’
18. Have You Ever Seen The Rain
19. Nigh time is the right time
20. Comin’ down the road
21. Sweet Hitchiker
22. Down On the Corner
23. Up Around the bend
24. Hey Tonight
25. Old Man Down the road
26. Fortunate Son
27. Rocking all over the world
28. Proud Mary

l' inizio del concerto con travellin band:






bad moon rising:






ARTICOLO DEL PICCOLO:
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martedì 10 giugno 2008

True love will never fade: e noi la tua musica l'amiamo veramente!

E' una di quelle sere che ti ricorderai per sempre. Perchè trovarsi di fronte per la prima volta ad uno dei tuoi artisti e chitarristi preferiti sono emozioni forti e ti ritornano in mente i momenti "platonici" passati insieme prima dell' "incontro fisico". Ed è stato così ieri sera (8 giugno) quando alle 21.30 sul palco allestito in Villa Manin è salito Mark Knopfler storico leader dei Dire Straits e ora solista di successo.
Quanto ho aspettato per vederlo fare il suo famoso fingerpicking sulla sua fender, vederlo muovere le dita sui capotasti della chitarra e creare quel suono inconfondibile che te lo fa subito riconoscere dopo pochi secondi e senza che apra bocca. Eppoi quando la apre la voce è sempre quella: rocca,calda e in un certo senso rassicurante che ti avvolge e ti trascina con lei.
L'ho fatta un pò lunga come introduzione ma le mie emozioni erano quelle, ma passiamo ai fatti: alla musica.
Mark e la sua band spaziano in molti generi buttandosi spesso sul folk/country alla ricerca della radici della musica e delle tradizioni, un pò il lavoro fatto da Springsteen con la Seeger Session, e dimostrano l'eccletticità musicale dei componenti della band ognuno dei quali si alternavano in molti strumenti.
Con "What it is", dopo le prime due del nuovo album "Kill to get crimson", il pubblico esclama "si è lui" perchè il riff iniziale è il classico suo, nessuno altro può farlo! E arrivano i primi applausi convinti.
Dopo una serie di canzoni della sua carriera solista suonate in maniera egregia da una grande band tra cui la dolcissima True love will never fade si arriva AL MOMENTO. Si lo so, immagino che anche a lui magari un pò dia fastidio, ma quelle canzoni insomma sono indissolubilmente nella storia della musica e soprattutto sono sue, insomma parlo delle canzoni dei Dire Straits che strappano un'ovazione incredibile. Propone di seguito Romeo & Juliet e Sultan of swing. Io non avevo letto le setlist precedenti e quindi non sapevo cosa aspettarmi, vedo lui con la Dobro (la chitarra metallica in copertina di brothers in arms) e sento un intro di organo ma ancora non realizzo, poi quando parte l'arpeggio di R&J resto letteralmente bloccato mi guardo le braccia e avevo veramente la pelle d'oca, quante volte mi ha accompagnato nella mia vita, non pensavo proprio di sentirla. Ero là che pensavo a quanta grazia e mi parte Sultan, la gente si entusiasma, cavolo abbiamo la storia davanti e su quelle corde si muove che è un piacere. Volevo che questo momento non finisse mai, è indescrivibile cosa provavo.
Una cosa è sicura quel momento dentro di me non finirà mai, lo ricorderò per sempre.
Si ritorna a pezzi di Knopfler e non dei Dire per concludere la setlist prima dei bis, la band comunque si produce quasi in delle jam session di qualità elevatissima imprezziosite dal pizzichio delle corde di Mark le rende uniche pur nella sua tranquillità e semplicità.
Nel frattempo il cielo dava segnali dubbiosi, piove non piove, piove non piove. Alla fine a parte qualche goccia prevale la clemenza.
Partono i bis ed è ancora Dire Straits con Telegraph road e Brothers in arms, io sono sotto il palco con tutti gli altri che si sono alzati dalle sedie ed il momento è veramente magico. Siamo tutti ammaliati anche dal personaggio, semplice magari di poche parole ma genuino e vero. Dopo Shangri-la c'è spazio per le ultime due e si torna ai vecchi tempi ancora: mi parte So far away ed io esplodo letteralmente, altra che non avrei proprio pensato di sentire e che ascoltavo nei giorni prima del concerto insistentemente. La chiusura è affidata a Going Home, bellissimo pezzo solo strumentale con il quale la band ci saluta dimostrando apprezzamenti per il nostro calore. Nel frattempo uno striscione recita "Mark santo subito", come dargli torto!
Beh direi che come primo incontro non è stato male Mark, penso ci rivedremo :-))

martedì 6 maggio 2008

Britti a Trieste

Sabato 3 maggio nell'ambito del Bavifestival si è esibito Alex Britti in un suggestivo scenario sul mare del Molo IV. Il cantante romano ha portato anche nella nostra città il suo tour in unplugged e quasi 2000 persone hanno risposto all'appello.
Artista dal mio punto di vista sottovalutato (o meglio, non conosciuto,) e ricordato più per canzoni piuttosto banali quali "Mi piaci" e "La vasca" che per un suo talento innato con la chitarra. Certo questo è anche imputabile a lui ma io mi indirizzerei più a un mercato musicale italiano e a una cultura musicale italiana piuttosto superficiale e non "colta".
Il ragazzo ci sa fare e il ragazzo sa anche scrivere delle belle canzoni, e questo quello che è emerso la scorsa sera, lo sapevo già ma una conferma non fa mai male.
Alex e la sua bravissima band si presentano sul palco con "Gelido" e si vede subito che ha voglia di suonarla quella chitarra, in concerto si sfoga, sfrutta ogni corda, ogni capotasto; tra le altre suona la dolcissima "Una su un milione" prima di arrivare per me a un suo capolavoro "Milano", canzone molto Claptoniana e quindi bluseggiante se mi passate il termine, la qualità musicale dello show tocca il suo picco!
Non parla molto Alex, un pò timido ma molto genuino e semplice nella sue esternazioni e il pubblico gradisce e ripaga con applausi convinti. Suona altre sue canzoni tra cui "7000 caffè" con un interminabile assolo iniziale di chitarra accompagnato dalla sezione ritmica formata dalle mani del pubblico e si arriva ad un altra bellissima canzone come "Oggi sono io" che anche Mina ha voluto cantare in un suo cd. Il pubblico, magari anche i più scettici è assolutamente soddisfatta dal concerto che stanno vivendo e probabilmente più di qualcuno si sarà stupito di trovare così tanta qualità in un concerto di Britti, ma gli artisti vanno conosciuti soprattutto in questo ambito è qua che viene fuori quello che si ha da dare alla musica.
Applauditissima poi una stupenda canzone di Bennato che Britti ha deciso di cantare in questo tour cioè "L'isola che non c'è", suo modo di omaggiare un suo amico oltre che idolo musicale. Si entra poi nella fase finale dello show con la conosciutissima e suo primo successo "Solo una volta" che seguita da "Lo zingaro felice" introduce il gran finale. Alex chiede di far aprire le transenne e di far venire davanti il pubblico in piedi tra cui noi, tutti accorrono sotto il palco e la festa si conclude con una lunga versione in allegria de "La vasca". Così finisce il concerto, con Alex grande trionfatore di una serata di musica con la emme maiuscola. Più di qualcuno lo vedrà ora con degli occhi diversi, ne sono sicuro!


per farvi un idea ecco un video di "Milano" (non è del concerto di ts....)